Indagine UV nella perizia grafologica: 5 aspetti decisivi nell’esame del documento

L’importanza dell’indagine UV nella perizia grafologica
L’indagine UV nella perizia grafologica, cioè l’analisi di un documento mediante irradiazione con luce ultravioletta, può assumere particolare importanza nell’ambito di una consulenza o perizia grafologica, sia giudiziale che stragiudiziale.

Tale tecnica d’indagine è storicamente prevista a livello mondiale (si pensi al National Institute of Justice / U.S. Department of Justice, che documenta l’impiego di tecniche di fotografia ultravioletta e infrarossa nell’esame delle alterazioni dei documenti).

L’osservazione mediante irradiazione UV permette infatti di evidenziare caratteristiche del documento che, in condizioni di normale illuminazione, non possono essere percepibili dall’occhio umano.

In una perizia grafologica l’esame del reperto non deve quindi necessariamente limitarsi alla semplice osservazione della scrittura e delle caratteristiche grafiche visibili. In determinate situazioni può risultare utile estendere l’indagine anche al comportamento del supporto cartaceo, degli inchiostri e delle eventuali alterazioni presenti sul documento.

L’indagine mediante luce ultravioletta rappresenta proprio uno degli strumenti che possono essere utilizzati dal grafologo giudiziario nell’ambito dell’esame tecnico del documento.

Cosa può evidenziare l’irradiazione UV?
L’utilizzo della luce ultravioletta può consentire di rilevare differenze tra materiali che, osservati nel campo visibile, possono apparire sostanzialmente simili.

Il comportamento del documento sottoposto a irradiazione UV può infatti dipendere dalle caratteristiche della carta, degli inchiostri, delle sostanze presenti sulla superficie e degli eventuali interventi successivi effettuati sul reperto.

In determinate condizioni, l’indagine UV nella perizia grafologica può quindi contribuire a mettere in evidenza:

differenti caratteristiche della carta;

differenze di comportamento tra inchiostri;

eventuali aggiunte o modificazioni;

tracce di sostanze presenti sul documento;

alterazioni della superficie cartacea;

zone che presentano una risposta differente rispetto alle aree circostanti.

L’indagine UV deve naturalmente essere interpretata in relazione al singolo reperto e non può essere considerata – da sola – una prova automatica di falsificazione. Ma resta un esame fondamentale ai fini della documentazione della modalità di creazione di un falso.

La sua utilità consiste nel fornire importanti elementi tecnici di osservazione, che potranno essere messi in relazione con quanto rilevato attraverso le altre metodologie di indagine. Ricordando come un’anomalia, rilevata da un esame strumentale, diventa non superabile: va spiegata e giustificata, sul piano tecnico.

Indagine UV e differenti inchiostrazioni
Uno degli aspetti di maggiore interesse riguarda il possibile diverso comportamento degli inchiostri sottoposti a irradiazione ultravioletta.

Due tratti di scrittura possono infatti presentare una risposta differente, quando vengono osservati mediante specifica illuminazione, potendosi evidenziare aggiunte, ritocchi o interventi successivi su un documento.

Si pensi, ad esempio, ad una scrittura realizzata apparentemente con la medesima penna o con un’inchiostrazione dello stesso colore, nella quale una porzione del testo sia stata successivamente modificata o integrata.

L’osservazione e l’indagine UV nella perizia grafologica può quindi evidenziare una diversa risposta delle differenti porzioni di scrittura, suggerendo al perito la necessità di ulteriori approfondimenti e passando, quindi, all’indagine multispettrale IR.

È importante, però, non confondere la diversa risposta all’UV con la certezza assoluta che siano state utilizzate due penne differenti o che una determinata parte sia stata necessariamente aggiunta in un momento successivo.

Il dato strumentale deve essere sempre interpretato all’interno del complessivo quadro grafo-peritale.

L’irradiazione UV nell’esame delle alterazioni documentali
Ma il più importante – e precipuo – campo di applicazione dell’irradiazione UV nella perizia grafologica riguarda l’esame delle possibili alterazioni del documento. Nell’ambito dell’indagine forense operata sui documenti, le tecniche di microscopia, fotografia infrarossa e fotografia ultravioletta possono essere utilizzate per l’esame di modificazioni e alterazioni della scrittura e del supporto.

L’indagine UV nella perizia grafologica può quindi rappresentare una fase utile quando esista il sospetto che il documento abbia subito interventi successivi.

L’osservazione può riguardare non soltanto il tratto scrittorio, ma anche il comportamento della carta nelle diverse zone del documento: in caso di uso di reagenti chimici, per cancellare (e poi riscrivere) particolari zone, l’indagine UV evidenzierà degli aloni bianchi.

Questo infatti può risultare particolarmente interessante nei casi nei quali si sospetti che una parte del documento sia stata sottoposta a trattamento, cancellazione, sovrascrittura o altra forma di intervento.

Anche in questo caso, tuttavia, l’eventuale anomalia rilevata attraverso l’UV dovrà essere sottoposta ad una estesa interpretazione tecnica e – quando necessario – ulteriormente verificata anche attraverso ulteriori metodologie (penso al microscopio stereoscopico ad elevato ingrandimento, o all’indagine IR multispettrale, sia in addizione che in sottrazione).

Carta, inchiostri e comportamento alla luce ultravioletta
Il documento cartaceo, strutturalmente, risulta costituito da un insieme di materiali differenti.

La carta non è necessariamente omogenea sotto il profilo delle sue caratteristiche fisiche e chimiche e, analogamente, gli inchiostri sono strutturalmente costituiti da formulazioni differenti.

È proprio questa diversità che può determinare una differente risposta all’irradiazione ultravioletta.

L’indagine può quindi consentire di osservare il documento secondo una prospettiva diversa rispetto alla semplice illuminazione ordinaria.

Questa caratteristica assume particolare importanza nelle consulenze e perizie grafologiche, perché il professionista non deve limitarsi a stabilire se una scrittura “sembra” uniforme, ma può avere la necessità di verificare se esistano elementi materiali differenti all’interno dello stesso reperto.

La ricerca forense sugli inchiostri utilizza infatti anche tecniche spettroscopiche e analitiche per caratterizzare e distinguere differenti formulazioni. Studi presenti nella letteratura forense hanno, ad esempio, analizzato gli inchiostri mediante spettroscopia UV-Vis, IR e altre metodologie.

Quando può essere utile l’indagine UV?
L’indagine UV nella perizia grafologica può essere presa in considerazione, in particolare, quando il quesito tecnico richieda di approfondire la possibile presenza di modificazioni o differenze materiali all’interno del documento.

Può quindi risultare utile, a seconda delle caratteristiche del reperto, nell’esame di:

testamenti olografi;

scritture private;

contratti;

assegni (ricordo le specifiche ABI, con da ricercare le pagliuzze fluorescenti, visibili nell’indagine UV).

cambiali;

documentazione manoscritta;

documenti contenenti firme contestate;

documenti nei quali si sospettino aggiunte o modificazioni.

Non tutti i documenti, naturalmente, richiedono necessariamente un’indagine mediante UV.

La scelta della metodologia deve essere effettuata dal professionista sulla base delle caratteristiche del reperto, del quesito posto e degli elementi che devono essere verificati.

E, ovviamente, non è indagine eseguibile su una fotocopia.

L’indagine UV non sostituisce la perizia grafologica
È importante sottolineare che l’esame mediante irradiazione ultravioletta costituisce uno strumento di indagine, anche di rilevante importanza, ma non la perizia (né la sostituisce) nel suo complesso.

L’osservazione UV deve essere integrata, se necessario, con l’esame in microscopia multispettrale, con l’osservazione delle caratteristiche grafiche, con l’analisi degli inchiostri e con le altre metodologie tecniche che il caso concreto può richiedere.

In una consulenza grafologica-forense, ogni elemento deve infatti essere valutato nel suo complesso.

Una diversa fluorescenza o una diversa risposta del documento alla luce UV può rappresentare un dato significativo, ma il suo reale significato deve essere determinato attraverso una corretta interpretazione tecnica.

Il grafologo giudiziario, pertanto, non deve limitarsi a rilevare la presenza di una differenza, ma deve giustificare tecnicamente il significato di quella differenza, la modalità dell’alterazione documentale e se essa trovi conferma negli ulteriori elementi presenti nel reperto.

Indagine UV nella consulenza e perizia grafologica: conclusioni
L’indagine UV nella perizia grafologica rappresenta una delle possibili metodologie strumentali attraverso le quali è possibile approfondire l’esame di un documento.

L’irradiazione ultravioletta può consentire di evidenziare differenze che non risultano immediatamente visibili alla normale osservazione, fornendo al professionista ulteriori elementi per l’analisi della carta, degli inchiostri e delle eventuali alterazioni.

Il suo impiego può quindi risultare particolarmente interessante nei casi nei quali si sospettino ritocchi, aggiunte, modificazioni o differenti inchiostrazioni.

Come per ogni altra tecnica di indagine, il risultato deve però essere interpretato all’interno del complessivo quadro d’indagine grafo-peritale.

L’obiettivo non è quindi quello di affidare la conclusione ad un singolo dato strumentale, ma di integrare le diverse osservazioni tecniche per arrivare, quando possibile, ad una ricostruzione quanto più precisa possibile della storia materiale del documento.

Per questo motivo, in presenza di un documento del quale si sospetti una possibile alterazione, è importante che il reperto originale venga conservato e messo a disposizione del professionista senza manipolazioni o interventi che possano compromettere le successive indagini.

L’esame UV, inserito correttamente nella consulenza o perizia grafologica, può così diventare un ulteriore strumento a disposizione del grafologo giudiziario per l’indagine tecnica del documento.
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Nome autore: Alfio Costanzo
Telefono: 3477591192
Provincia: Ct
Città: Aci Sant'Antonio
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Data Annuncio: 2026-10-10
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