Indagine IR grafologica: l’importanza dell’infrarosso nella consulenza e perizia grafologica

L’importanza dell’indagine IR grafologica
L’indagine IR nella perizia grafologica – in seno ad una consulenza tecnica sia giudiziale che stragiudiziale, può risultare spesso utile per svelare alterazioni documentali non diversamente scopribili, dimostrando così strumentalmente un falso. Si tratta di una una indagine multispettrale, operata nel vicino campo InfraRosso (quindi oltre quanto visibile e percepibile, naturalmente, dall’occhio umano).

L’indagine IR nella perizia grafologica, multispettrale, riesce infatti a restituire possibili anomalie causate dall’uso di diverse penne, magari aventi una inchiostrazione visivamente similare ma dagli inchiostri strutturalmente diversi, a causa dei diversi componenti chimici utilizzati dai rispettivi produttori. Si pensi a due penne a sfera, entrambe medesima tonalità nera, ma dalla composizione chimica diversa degli inchiostri. L’occhio umano rileva tonalità d’inchiostro identiche che, però, sono strutturalmente riconducibili a penne diverse.

Ed è proprio in questo passaggio che l’indagine nel campo IR può assumere particolare rilevanza nell’ambito della grafologia forense: un falsario sconosce che penna è stata utilizzata in origine, e ne usa una simile come tonalità per le alterazioni/aggiunte. Ma l’indagine IR svela le due tipologie di inchiostro presenti sulla carta.

L’indagine multispettrale IR per individuare ritocchi e aggiunte
A questo punto, con uno specifico e adeguato microscopio multispettrale, diventa agevole scoprire l’avvenuto ritocco o l’aggiunta di una frase, cifra, lettera ecc.

Esplicitando, qualora un reperto presenti un’originaria compilazione con inchiostrazione nera e, successivamente, un soggetto indefinito aggiunga ulteriori elementi tramite una penna diversa ma sempre dal medesimo colore dell’inchiostrazione (quindi ulteriore penna dall’inchiostro nero), ciò potrà essere documentato tramite una apposita indagine multispettrale IR.

Questo aspetto può assumere particolare importanza nell’esame di documenti nei quali non sia immediatamente percepibile, attraverso la sola osservazione nel campo visibile, che siano intervenute aggiunte o modificazioni successive.

L’indagine IR consente infatti di portare l’osservazione oltre la semplice percezione della tonalità cromatica dell’inchiostro. E, si badi bene, l’indagine IR nella perizia grafologica non è distruttiva né invasiva: si può ripetere quante volte si vuole, si può effettuare sia in addizione che sottrazione (lo scrivente consulente tecnico, quando necessario, esegue entrambe le tecniche).

Perché due inchiostri dello stesso colore possono comportarsi diversamente nell’IR?
L’utilità di tale indagine resta ancorata, infatti, anche al fatto che trattasi di indagine esclusivamente visiva, non distruttiva/invasiva: non c’è estrazione chimica degli inchiostri, il reperto non subisce alcun danno e, quindi, l’indagine può essere ripetuta da qualsiasi altro professionista, sia antecedentemente che successivamente.

Il diverso riscontro è dovuto al fatto che gli inchiostri utilizzati – appartenenti a marche diverse e, quindi, frutto di composizioni chimiche diverse – potranno comportarsi diversamente nel campo IR, con un’inchiostrazione che resti visibile e l’altra no.

Ciò si deve perché, banalmente, al produttore non interessa il comportamento o la resa dell’inchiostro alla lunghezza d’onda che l’occhio umano non vede, bensì la tonalità e le caratteristiche restituite nel campo della luce naturalmente percettibile dall’occhio umano.

Al produttore, semplicemente, interessa quindi il risultato visibile, non come e con quali elementi chimici si raggiunge. E l’aspetto è perfettamente comprensibile e condivisibile.

La differenza di comportamento nell’infrarosso può, quindi, costituire un elemento tecnico di particolare interesse quando si debbano confrontare porzioni di scrittura apparentemente omogenee.

La letteratura scientifica documenta infatti l’impiego di tecniche infrarosse, comprese metodologie FTIR, nell’esame forense degli inchiostri presenti su documenti contestati. E’ ampiamente evidenziata la possibilità di distinguere differenti formulazioni di inchiostro e, in determinate condizioni e con determinate penne, di analizzare e documentare visivamente anche l’intersezione tra tratti prodotti con strumenti scrittori differenti.

L’indagine IR può svelare tracciati sottostanti
Altro vantaggio importante dell’indagine IR grafologica è che sarà possibile svelare l’eventuale presenza di tracciati sottostanti a matita (anche latenti, quindi anche se già parzialmente o apparentemente cancellati prima della sovrascrittura tramite penna!).

Si tratta di un aspetto tecnico più complesso, che non può essere semplicemente ricondotto all’osservazione della scrittura nel campo visibile. Tutto verte nella lunghezza d’onda emissiva della grafite, rispetto ai pigmenti dell’inchiostro della penna a sfera.

In presenza di un documento sottoposto ad indagine, pertanto, la possibilità di utilizzare differenti modalità di osservazione multispettrale può consentire di ricercare elementi che, diversamente, potrebbero non risultare apprezzabili.

Anche questo è un motivo per cui l’indagine nel campo infrarosso può assumere particolare importanza nell’esame di un reperto grafico.

Indagine IR per sottrazione o per addizione
L’indagine nel campo IR potrà essere eseguita sia per sottrazione che per addizione, a diverse lunghezze d’onda o anche alla medesima.

Per essere svolta presupporrà l’uso di specifica strumentazione tecnica, ma anche adeguate conoscenze tecniche in possesso del grafologo giudiziario scelto (o dell’analista documentale forense, tipo i RIS).

Non è quindi sufficiente disporre di una strumentazione capace di operare nel campo infrarosso: occorre anche saper interpretare e esplicitare correttamente ciò che viene restituito dall’indagine, inserendolo nel più ampio quadro dell’esame grafo-peritale.

La fase strumentale costituisce infatti uno degli strumenti dell’indagine (può rivelarsi fondamentale) ma non sostituisce l’analisi tecnica complessiva del reperto.

Su quali documenti può essere utile l’indagine IR?
Resta ovvio che tale fase d’indagine potrà essere particolarmente utile su un reperto costituito da testamento olografo, assegno, cambiale, firme su una scrittura privata, ecc.

In tutti questi casi può infatti presentarsi la necessità di verificare se il documento sia stato modificato, integrato o completato successivamente, oppure se porzioni apparentemente omogenee siano state realizzate con strumenti scrittori differenti.

L’utilità dell’esame dovrà naturalmente essere valutata in relazione alle caratteristiche del singolo reperto e al quesito tecnico posto al consulente o al perito.

Un esempio concreto di indagine nel campo IR
Si riporta, a titolo di esempio, un vecchio caso giudiziario trattato dallo scrivente, circa 20 anni addietro.

Nella parte visibile (sx) si rileva l’immagine di due firme apposte con penne a sfera, entrambe dall’inchiostrazione blu.

Apparentemente si tratta della medesima penna, rilevandosi una diversa pressione esercitata dai due scriventi.

L’indagine nel campo IR rileva invece che trattasi di due penne diverse (aventi quindi inchiostri diversi) ma che, nel caso trattato, difficilmente avevano motivo di coesistere.

Quindi, inchiostrazioni apparentemente uguali ma generate da due penne diverse.

Ecco un esempio di come “ripulire” un documento, rintracciando ritocchi e aggiunte successive.

Questo esempio evidenzia concretamente l’importanza dell’indagine multispettrale: ciò che nel campo visibile può apparire omogeneo non necessariamente presenta la medesima risposta quando viene osservato attraverso una diversa lunghezza d’onda.

L’importanza dell’indagine IR nella consulenza e perizia grafologica
L’indagine IR grafologica non deve quindi essere considerata un semplice orpello (o, peggio, una semplice curiosità strumentale), ma può costituire una fase importante della consulenza o della perizia grafologica, quando il reperto presenti caratteristiche tali da renderla utile.

L’osservazione nel campo infrarosso può quindi contribuire a mettere in evidenza differenze tra inchiostrazioni apparentemente uguali, possibili aggiunte, ritocchi e tracciati sottostanti.

Il suo principale vantaggio, nei casi nei quali sia applicabile, consiste inoltre nella possibilità di operare attraverso un’indagine visiva e non distruttiva/invasiva, mantenendo integro il reperto per eventuali ulteriori accertamenti.

Naturalmente, l’interpretazione dei risultati deve essere affidata a un professionista dotato di adeguata preparazione tecnica e di specifica strumentazione.

L’indagine multispettrale IR, infatti, acquista il suo effettivo valore quando viene inserita all’interno di una più ampia indagine grafologica-forense, nella quale ogni elemento tecnico viene valutato in relazione agli altri.

È proprio l’integrazione tra osservazione grafica, esame strumentale e conoscenza delle caratteristiche fisiche e chimiche dei materiali utilizzati che può consentire di ricostruire – sempre nei limiti consentiti dal reperto – la storia materiale di un documento.
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Nome autore: Alfio Costanzo
Telefono: 3477591192
Provincia: Ct
Città: Aci Sant'Antonio
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Data Annuncio: 2026-10-10
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