E’ possibile riconoscere la grafia del mancino (anche per un grafologo giudiziario, in ambito forense)?
La grafia del mancino presenta caratteristiche che, in determinate circostanze di osservazione, risultano interessanti anche nell’ambito della grafologia forense.
Quando si analizza un gesto grafico e una scrittura, infatti, non si osservano soltanto le singole lettere, bensì l’insieme delle modalità attraverso le quali il gesto grafico risulta essere prodotto. La direzione del movimento, l’impostazione della mano, l’inclinazione della scrittura, la pressione, la disposizione sul rigo e altre caratteristiche del tracciato forniscono elementi utili all’osservazione e individuazione.
Nel caso di uno scrivente mancino, la produzione della scrittura può presentare alcune peculiarità legate alla particolare posizione della mano rispetto al foglio e alla direzione del movimento.
Questo non significa, naturalmente, che sia sempre possibile stabilire con certezza se un particolare gesto grafico sia stato apposto effettivamente da un mancino, perché in ambito forense ogni valutazione deve essere condotta con prudenza, considerando l’insieme degli elementi disponibili e le possibili variabili individuali (poiché ogni caso è unico).
Quali caratteristiche può presentare la grafia del mancino?
Lo scrivente mancino si trova a gestire il movimento grafico in una condizione differente rispetto al (ben più comune) destrimane.
Nella scrittura alfabetica occidentale, infatti, la mano procede normalmente da sinistra verso destra. Il mancino deve quindi accompagnare il movimento della mano sul foglio secondo una dinamica particolare, che può comportare specifiche modalità di impugnatura e di posizionamento della mano.
A seconda delle caratteristiche individuali possono osservarsi una particolare inclinazione della mano, una diversa impostazione del polso, modificazioni della pressione e modalità differenti nella conduzione del tratto.
Anche l’angolazione del foglio può essere modificata per rendere più agevole il movimento.
È quindi importante una precisazione: una singola caratteristica grafica, seppur forte e strutturata, non identifica in maniera certa e inequivocabile la grafia del mancino.
La valutazione deve essere complessiva e deve tenere conto delle peculiarità individuali dello specifico soggetto scrivente.
Mancino e destrimane: il movimento grafico
La differenza tra scrivente mancino e destrimane diventa particolarmente interessante quando si osserva il movimento della mano.
Il destrimane tende naturalmente a spostare la mano seguendo la direzione della scrittura, mentre il mancino può adottare modalità differenti per evitare di ostacolare con la propria mano ciò che ha appena scritto.
Queste modalità possono dipendere anche dall’educazione ricevuta, dalle abitudini acquisite durante l’apprendimento della scrittura e dal tipo di impugnatura.
Nel corso degli anni, infatti, lo scrivente può modificare la propria postura e la propria modalità di impugnare lo strumento scrittorio.
Per questo motivo, anche in una indagine grafologica forense, l’eventuale lateralità sinistra deve essere considerata come uno degli elementi del quadro complessivo e non come una prova autonoma.
La posizione della mano e del polso
Uno degli aspetti che può assumere particolare interesse è la posizione della mano rispetto al rigo di scrittura.
Il mancino può adottare una posizione della mano più particolare, talvolta con il polso che tende ad assumere una configurazione funzionale alla conduzione del tratto.
Questa modalità non è però uguale per tutti.
Esistono infatti differenti modalità di scrittura del mancino e differenti modi di impugnare lo strumento grafico. Alcuni scriventi mantengono una posizione relativamente naturale della mano, mentre altri possono assumere posture più marcate.
Ma sussistono marcate caratteristiche della grafia del mancino.
L’inclinazione della scrittura
Un ulteriore elemento da osservare può essere l’inclinazione del grafismo.
La posizione della mano e del polso può influenzare la direzione del movimento e, di conseguenza, anche l’assetto complessivo della scrittura.
Possono quindi essere osservate particolari inclinazioni delle lettere o del tracciato, ma anche in questo caso non sarebbe corretto considerare l’inclinazione come un elemento sufficiente per stabilire la lateralità dello scrivente.
Una determinata inclinazione può infatti dipendere da numerosi fattori: caratteristiche personali, educazione grafica, velocità di scrittura, posizione del foglio, strumento utilizzato e abitudini consolidate.
La pressione e la continuità del gesto grafico
Anche pressione, velocità e continuità del movimento possono essere osservate nell’analisi della grafia del mancino.
Il gesto grafico è il risultato di una complessa coordinazione motoria e non può essere ricondotto esclusivamente alla lateralità.
Per questo motivo, eventuali variazioni della pressione, arresti, riprese o modificazioni del ritmo devono essere interpretati all’interno dell’intero grafismo.
In una perizia grafologica giudiziaria, infatti, ciò che conta è la ricerca di caratteristiche individualizzanti e la loro compatibilità complessiva tra scrittura in verifica e scritture comparative.
La grafia del mancino nell’indagine grafologica forense
Il tema assume particolare rilievo quando il grafologo giudiziario deve esaminare una scrittura contestata e stabilire se essa possa essere compatibile con quella del soggetto al quale viene attribuita.
In questi casi la domanda può essere, ad esempio, se il soggetto sia mancino, destrimane o se abbia sviluppato nel tempo una modalità di scrittura differente.
Può inoltre essere necessario verificare se la scrittura in verifica sia stata prodotta con la mano abituale oppure con la mano non dominante.
Quest’ultima eventualità può infatti determinare modificazioni importanti del gesto grafico.
Anche in questo caso, tuttavia, l’indagine deve essere condotta attraverso una valutazione complessiva e comparativa, senza attribuire un valore decisivo a una singola caratteristica.
È possibile capire se una persona è mancina dalla scrittura?
La risposta deve essere necessariamente prudente.
La grafia del mancino può (marcatamente) presentare caratteristiche compatibili con la scrittura eseguita da uno scrivente mancino, ma non è corretto sostenere che una singola caratteristica consenta sempre di identificare con certezza la lateralità.
La grafologia forense richiede infatti un approccio analitico, nel quale ogni elemento deve essere verificato rispetto agli altri.
La posizione della mano, l’inclinazione, la pressione, il movimento, la continuità del tratto e l’organizzazione spaziale possono essere osservati, ma devono essere considerati nel loro insieme.
È inoltre necessario distinguere tra ciò che può essere osservato direttamente sul documento e ciò che invece richiederebbe informazioni esterne o ulteriori accertamenti.
L’importanza delle scritture comparative
Quando l’indagine riguarda un documento contestato, assume fondamentale importanza la disponibilità di scritture comparative attendibili.
Per confrontare una scrittura attribuita a un soggetto mancino è quindi necessario disporre, quando possibile, di documenti autentici, sufficientemente omogenei e vicini nel tempo alla scrittura in verifica.
La qualità delle comparative è determinante.
Non basta infatti raccogliere il maggior numero possibile di scritture: occorre verificarne la provenienza, l’autenticità, la coevità e le condizioni nelle quali sono state prodotte.
Una scrittura eseguita molti anni prima o in condizioni completamente differenti potrebbe infatti presentare variazioni che devono essere correttamente interpretate.
L’importanza dello strumento scrittorio
Anche lo strumento utilizzato può influenzare il risultato grafico.
Una penna a sfera, una penna stilografica, una matita o un altro strumento scrittorio possono richiedere modalità differenti di pressione e conduzione del tratto.
La posizione della mano del mancino rispetto al foglio può inoltre cambiare in funzione dello strumento utilizzato e del tipo di superficie sulla quale viene eseguita la scrittura.
Anche questi elementi devono quindi essere presi in considerazione quando si procede a un’indagine grafologica comparativa.
La grafia del mancino e l’educazione alla scrittura
Un altro elemento da non trascurare è il percorso attraverso il quale la persona ha imparato a scrivere.
L’educazione scolastica, le abitudini acquisite durante l’infanzia e le eventuali correzioni della modalità di impugnatura possono avere lasciato tracce nel modo di scrivere dell’adulto.
Una persona mancina può quindi aver sviluppato una modalità grafica molto personale, anche lontana dalle caratteristiche che comunemente vengono associate alla scrittura del mancino.
Questo rende ancora più importante l’analisi individuale del grafismo.
Un riferimento bibliografico sulla grafologia
La letteratura grafologica ha affrontato nel tempo anche il tema delle differenti modalità di scrittura e delle caratteristiche riconducibili alla lateralità.
Tra i testi di riferimento estremamente autorevoli che possono essere consultati, si trova il Manuale di grafologia. Ediz. illustrata, di Jacqueline Peugeot e Arlette Lombard, pubblicato da Epsylon e disponibile anche attraverso IBS.
Per chi desideri approfondire il tema dal punto di vista grafologico, la consultazione della bibliografia specialistica rappresenta un utile complemento allo studio del gesto grafico.
Conclusioni
La grafia del mancino presenta comunque caratteristiche interessanti e – quasi sempre – ben riconoscibili e identificabili anche nell’ambito di un’indagine grafologica forense. In diversi casi giudiziari da me affrontati, infatti, è emersa in maniera chiara ed evidente la lateralità (mancinismo) della mano opposta, nei rispettivi soggetti scrivente.
Tuttavia, non è corretto affidare l’identificazione della lateralità a un singolo segno o a una sola caratteristica.
Il grafologo giudiziario deve valutare il grafismo nella sua complessità, considerando posizione della mano, modalità di impugnatura, inclinazione, pressione, ritmo, movimento e organizzazione della scrittura, oltre alle caratteristiche individuali dello scrivente.
Quando l’indagine riguarda un documento contestato, particolare importanza assumono inoltre le scritture comparative, che devono essere autentiche, sufficientemente numerose, omogenee e, per quanto possibile, coeve rispetto alla scrittura in verifica.
È proprio attraverso questa valutazione complessiva che la grafologia forense può fornire un contributo tecnico all’indagine, evitando conclusioni automatiche e mantenendo sempre distinta l’osservazione grafologica dalla diagnosi o dall’accertamento medico della lateralità.
Nome autore: Alfio Costanzo
Telefono: 3477591192
Provincia: Ct
Città: Aci Sant'Antonio
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